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HOUSE DEAL CONSULTING Affitti Vacanza Venezia: Nella scultura, le decorazioni di San Marco risentirono della cultura dell'Antelami, mentre è da segnalare l'attività dei Maestri Campionesi a Verona e di maestri toscani a Padova e a Venezia, che contribuirono alla formazione di una scuola veneta, di cui i maggiori rappresentanti furono i fratelli Dalle Masegne, attivi anche a Bologna e in Lombardia. Nel Quattrocento, in seguito ai soggiorni di grandi maestri toscani (Donatello, F. Lippi, P. Uccello), si formò a Padova la scuola pittorica di F. Squarcione, da cui uscì Mantegna, che segnò l'inizio del Rinascimento pittorico veneto, di cui i rappresentanti più significativi sono B. e A. Vivarini, C. Crivelli, G. Bellini, G. B. Cima, V. Carpaccio a Venezia; F. Benaglio, D. Morone, Girolamo dai Libri, Liberale da Verona; B. Montagna a Vicenza. Nella scultura emersero N. Pizzolo, B. Bellano, A. Briosco detto il Riccio a Padova; B. Bon, Pietro, Antonio e Tullio Lombardo, e soprattutto A. Rizzo a Venezia. Gli stessi Pietro Lombardo e Mauro Coducci sono i maggiori architetti del Quattrocento. Nel Cinquecento l'arrivo a Venezia (1527) del Sansovino diede nuovo impulso e nuovì orientamenti alla scultura, con D. Cattaneo, T. Minio, A. Vittoria, e soprattutto all'architettura, segnando le premesse di architetti come G. M. Falconetto, S. Serlio, A. Palladio, M. Sammicheli. La pittura tonale, inaugurata da G. Bellini (presso il quale si formò una folta schiera di pittori), venne ulteriormente sviluppata da Giorgione, Tiziano, Palma il Vecchio, mentre contemporaneamente L. Lotto, S. del Piombo, Cariani, Licinio a Venezia, Bonifacio De Pitati e il Torbido a Verona si mostrarono sensibili a nuovi e diversi stimoli culturali. La seconda metà del secolo fu dominata dalle personalità di Veronese, Tintoretto e dei Bassano. Nel Seicento l'architettura barocca fu rappresentata da B. Longhena, con il quale la sensibilità pittorica della tradizione palladiana è portata alle estreme conseguenze. La pittura, dopo una fase di sterile immobilismo, ebbe una ripresa in seguito ai soggiorni di pittori forestieri, come D. Fetti, J. Liss, B. Strozzi, F. Maffei, S. Mazzoni, P. F. Mola, G. B. Langetti, ecc., in cui tuttavia rimase vivo il ricordo della tradizione. Anche la scultura fu dominata da un artista straniero, il fiammingo Giusto Le Court, attivo a Venezia nella chiesa di Santa Maria della Salute. Nel Settecento l'architettura veneziana tornò ai severi modi palladiani, con fantasiose concessioni al gusto rococò negli interni: G. Massari (palazzo Grassi, chiese della Fava e dei Gesuati), T. Temanza (chiesa della Maddalena) e G. Selva (teatro La Fenice), già toccati dal nuovo gusto neoclassico. Se in questo secolo la scultura trovò in G. M. Morlaiter una delle poche personalità di rilievo, la pittura visse invece forse la sua stagione più splendida, con i grandi decoratori G. B. Piazzetta, G. B. e G. D. Tiepolo, la pittura d'ambiente di P. Longhi, i vedutisti Canaletto, F. Guardi, B. Bellotto, i ritrattisti R. Carriera e A. Longhi. |
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