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Accommodations Venice Italy
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| HOUSE DEAL CONSULTING Accommodations Venice Italy: Tale situazione durò tuttavia solo fino al 1261, quando l'Impero latino d'Oriente cadde per opera di Michele VIII Paleologo. I Veneziani, ora posposti nei privilegi ai Genovesi, tra il 1261 e il 1330 si sforzarono di recuperare Costantinopoli (con l'appoggio degli Angioini di Napoli), ottenendo parziali successi; poi, per fronteggiare l'avanzata dei Turchi Ottomani, passarono alle trattative con Bisanzio e, verso la fine del XIV sec., riacquistarono in Oriente l'egemonia perduta nel 1261. Nello stesso periodo combatterono quasi ininterrottamente contro i Genovesi (1261-1270, 1294-1299, 1351-1355, 1378-1381) e si assicurarono, mediante accordi coi musulmani, posizioni in Egitto e in Siria, dove facevano capo le carovane provenienti dalle Indie. La guerra più dura contro Genova fu quella di Chioggia, terminata con la pace di Torino (1381); Venezia poté riprendere la sua attività politico-economica in Oriente senza rivali, perché Genova cominciò allora a declinare. Nei secc. XIII -XIV la principale riforma della costituzione veneziana fu la Serrata del Maggior consiglio (1297), con cui fu sancito il carattere oligarchico della Repubblica. La riforma, osteggiata da un forte partito, diede luogo nel 1310 a un complotto (congiura Tiepolo che fu represso; a tutela del nuovo ordinamento fu istituito il consiglio dei Dieci, via via accresciuto di competenze e di poteri, divenuto magistratura permanente dopo la congiura del doge Marino Falier (1355). L'espansione in terraferma Imposta da necessità di difesa contro l'avanzata di signori miranti al dominio del Veneto e della Lombardia, l'espansione di Venezia nell'entroterra si iniziò con la partecipazione della Repubblica alla Lega fiorentino-milanese (1337-1339) che provocò il crollo della potenza di Mastino II Della Scala: Venezia ottenne nel 1339 Treviso (definitivamente dal 1389), Ceneda (acquistata stabilmente dal 1388) e Castelfranco. Più tardi, dopo aver vinto i da Carrara di Padova, occupò Padova stessa, Vicenza e Verona (1404-1405) e, sottomessa la Dalmazia tra il 1409 e il 1437, si insediò in quasi tutto il Friuli (1420), ponendo fine allo Stato del patriarca d'Aquileia. Contrastata da un partito che la giudicava pericolosa e di poco vantaggio, la politica di terraferma fu vigorosamente ripresa dal doge Francesco Foscari (1423-1457), per contenere il dinamismo espansionistico di Filippo Maria Visconti duca di Milano. Venezia, alleata di Firenze e di altre signorie, tolse al Visconti la Lombardia orientale (Brescia e Bergamo [1428], Crema [1447]), ai da Polenta Ravenna (1410-1441) e, alla morte di Filippo Maria (1447), tentò la conquista della stessa Milano. Solo Francesco I Sforza fermò l'avanzata veneziana: forte dell'alleanza di Firenze, staccatasi da Venezia, tra Milano e Venezia fu stipulata la pace di Lodi (1454), che tra le altre clausole fissò il confine tra i due Stati all'Adda. La caduta di Costantinopoli e i progressi dei Turchi indussero Venezia ad aderire alla politica di equilibrio. Dalla metà del XV sec.agli inizi del XVII Sebastiano Venièr Dopo la caduta di Costantinopoli (1453), Venezia dovette impegnarsi a fondo nella difesa dei possessi d'Oriente, già intaccati dai Turchi fin dal 1430 (Salonicco). Perdette dapprima Negroponte (1470) e se riuscì ad affermarsi a Cipro (1474) dopo un seguito di guerre (nel corso delle quali i Turchi si spinsero fino nel Friuli), dovette abbandonare la Morea (1460), Lemno (1477), gran parte dell'Albania (secc. XV -XVI), Modone e Corone (XVI sec.). Intanto la scoperta dell'America e della nuova via per l'Oriente lungo l'Africa preparava una profonda trasformazione (in effetti non tutta negativa) dell'economia e della politica generale di Venezia. In Italia essa uscì con vantaggio dalla guerra di Ferrara (1482-1484) conclusasi con l'acquisto del Polesine nella pace di Bagnolo (1484), partecipò alla Lega santa contro Carlo VIII (1495) e si adoperò per assicurare agli Aragonesi il possesso del regno di Napoli, dove aveva forti interessi nei porti pugliesi. Si unì poi a Luigi XII di Francia nell'attacco contro Milano, ottenendo il temporaneo possesso di Cremona e della Ghiara d'Adda (1499-1509), e occupò anche terre imperiali, quali Gorizia e Trieste (1508). Questa espansione suscitò lo stesso anno contro la Repubblica la lega di Cambrai che intese smembrare la più solida potenza d'Italia. Nonostante la sconfitta di Agnadello (1509) e il temporaneo abbandono di alcuni dei suoi possessi lombardi e veneti, Venezia seppe sfruttare con raffinata diplomazia le discordie e le rivalità della lega, che si sciolse; Giulio II stesso ne costituì però una nuova, la Legasanta (1511), con l'obiettivo di scacciare i Francesi dall'Italia. |
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